Alberto Enna

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Milis (OR)

Produzioni locali:

intreccio di canna  cannizzato

Lavorazioni artigianali rustiche, tipiche e tradizionali per interni ed esterni, soffitti. controsoffitti, verande e separè.
Descrizione
La realizzazione di questi manufatti artigianali è eseguita senza l’ausilio di attrezzi elettrici e meccanici; avviene con la raccolta delle canne (harundo foenix) più pregiate e bisogna tagliarle nel periodo giusto. Dopo che si è stabilita la misura della stuoia, le canne vengono tagliate a quella unghezza e larghezza. Dopo di che, fatto questo si fa uno spacco lungo tutta la lunghezza della canna, vengono pestate con un martello di legno e le si pulisce da eventuali residue di foglie secche. Si inizia a lavorarle seguendo una particolare tecnica nella sistemazione, vanno alternate di punta e di tronco per darle la forma regolare; in questo modo si ottiene un pannello flessibile in tutte le direzioni, la si può arrotolare senza che si formino delle aperture tra le file delle canne.
Questa tecnica sopra descritta è molto antica e ne abbiamo testimonianze in ritrovamenti di ceramiche risalenti al periodo “Neolitico” (circa 5000 anni fa) sulle quali è rimasta impressa la figura della stuoia di canna. Il nome dato a queste stuoie varia in tutta la Sardegna: Orriu, Lossia, Locri, Kadinu, ecc. ma oggi vengono chiamate “IS ORRIUSU”.
Noi svolgiamo quest’arte invariata nel tempo essendoci stata tramandata da padre in figlio attraverso generazioni; infatti mio padre e mio nonno venivano chiamati i maestri d’arte “SU MAISTRU CANNAIU”.
Si ha uno svariato uso ad esempio per verande, soffitti, separè, controsoffitti, restauri, ombrelloni. Quindi un’arte antichissima che riscopriamo e riproponiamo tutt’oggi per le tecniche di bioedilizia e bioarchittetura, per le sue capacità termiche e durature nel tempo è economico e pratico, ma sopratutto è voglia di abitare in un ambiente sano.

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